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Marmalade Boy ~ Piccoli Problemi di cuore, classificazione conclusa
view post Posted on 11/11/2008, 23:46Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 5/12/2009, 19:24


Vorrei richiedere la valutazione del mio blog che offre un servizio a tutti i nostalgici del manga Piccoli Problemi di Cuore
http://marmaladeboyblog.forumcommunity.net/


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L'annuncio
La pioggia batteva forte contro i vetri della finestra della mia camera. Nonostante il calendario fosse certo di essere in estate, il clima tipico di Forks sembrava volesse fargli cambiare idea. [...] Gli inviti per il matrimonio erano stati spediti. Charlie, come mi aspettavo, non l’aveva affatto presa bene. Allo stesso modo Renèe. Sembrava avessero stipulato un’alleanza per dissuadermi dallo sposare Edward. Le loro parole ancora rimbombavano nella mia testa.
“Sei giovane Bells, hai ancora una vita davanti. Perché devi precluderti esperienze sposandoti a malapena diciotto anni! Eppure hai visto che fine abbiamo fatto io e la mamma…non vorrai finire come noi!” aveva elargito Charlie con la sua vociona quando io ed Edward ci eravamo finalmente convinti di affrontare l’argomento. Ovviamente Renèe disse le stesse cose, anche se con tono più armonioso. Quel tono che assume la mamma quando tenta di star calma per non far scoppiare una lite ma ti accorgi che, in realtà, l’hai profondamente delusa. [...] “Papà cosa succede? E’ successo qualcosa a Billy?”
Chiesi realmente preoccupata.
All’inizio Charlie non rispose poi emise un verso che non capii bene.
“Bells, non si tratta di Billy. Si tratta di Jacob”
Al suono di quelle parole molte ferite si riaprirono dentro di me. [...] Non udendo risposta Charlie continuò la frase, con un filo di voce.
“Jacob è…Jacob è scappato da La Push. Non si sa per dove, non si sa dove sia o come stia. L’ultima a vederlo è stata Leah. Billy dice che, dopo aver ricevuto il tuo invito delle nozze, è uscito di casa e non è mai più tornato”.
Pronunciava quelle parole lentamente, quasi le stesse contando con il conta gocce. Ogni sillaba che usciva dalla sua bocca era come una frustata per me che, basita, cercai di capire quali emozioni mi avessero travolta improvvisamente, come un uragano.
“Ma c-com-me è pos-s-ibile…i suoi amici dovrebbero conoscere i suoi pens” [...] Come era possibile? Avevo detto esplicitamente di non volergli mandare l’invito per non farlo soffrire ulteriormente, e così avevo fatto.
Proprio quando pensai ad Edward eccolo suonare alla porta.Andai ad aprire pallida come un cadavere, forse è così che sarei stata nel mio futuro ormai prossimo.
Edward apparve davanti alla porta ma, al posto del suo solito sorriso sghembo, aveva lo sguardo pietrificato. Ovvio, avrà letto nei pensieri di Charlie.
Non appena varcò la soglia mi strinse tra le sue braccia cullandomi.
“Va tutto bene?”.
Mi sussurrò all’orecchio.
Non risposi, lo guardavo con sguardo accusatorio e se ne accorse subito.
“Bella, vita mia..” prese a parlare
“so che in questo momento mi vorresti odiare ma l’ho fatto per lui. Al suo posto avrei preferito avere davanti a me la scelta, andare o non andare al matrimonio. E non che questa mi fosse preclusa”.
Enunciò le sue ragioni con una voce soave, quasi mielata che le faceva apparire così ovvie.
Per la prima volta non badai al suo discorso. Il mio cervello si era come scollegato e non voleva pensare ad altro che alla fuga di Jake.
“Devo assolutamente andare a La Push e parlare con gli altri”.
Dissi ad alta voce mentre avevo già preso le chiavi del pick-up e mi stavo dirigendo in macchina.
Una mano dura e della temperatura del ghiaccio mi bloccò.
“Ti accompagno io.”
Disse Edward quasi fosse un ordine.
“No, la questione questa volta non ti riguarda, vai a casa. Non morirò stanotte”.
Così dicendo, ferma e decisa, accesi il pick-up che emise un rombo tuonante. Dopodichè partii in direzione di La Push, andando tanto veloce quanto il mio furgoncino poteva permettermelo.


© zenzy

 
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 11/11/2009, 08:54


il primo impatto èmolto buono. La grafica è molto gradevole anche se avrei optato per un arancione chiaro piuttosto che per il bianco assoluto
la tabella va molto bene
Il blog è impostato bene lo trovo molto completo. Vedo molta cura sia nelle colonne che nel postare gli argomenti.
Davvero complimenti

Il tuo blog è di classe A qui trovi i tesserini #entry154863219
dovresti fornirmi un banner 200x40

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grazie! inserisco subito il tesserino e ti faccio il banner :D

ecco qui :D

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CODICE
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L'annuncio
La pioggia batteva forte contro i vetri della finestra della mia camera. Nonostante il calendario fosse certo di essere in estate, il clima tipico di Forks sembrava volesse fargli cambiare idea. [...] Gli inviti per il matrimonio erano stati spediti. Charlie, come mi aspettavo, non l’aveva affatto presa bene. Allo stesso modo Renèe. Sembrava avessero stipulato un’alleanza per dissuadermi dallo sposare Edward. Le loro parole ancora rimbombavano nella mia testa.
“Sei giovane Bells, hai ancora una vita davanti. Perché devi precluderti esperienze sposandoti a malapena diciotto anni! Eppure hai visto che fine abbiamo fatto io e la mamma…non vorrai finire come noi!” aveva elargito Charlie con la sua vociona quando io ed Edward ci eravamo finalmente convinti di affrontare l’argomento. Ovviamente Renèe disse le stesse cose, anche se con tono più armonioso. Quel tono che assume la mamma quando tenta di star calma per non far scoppiare una lite ma ti accorgi che, in realtà, l’hai profondamente delusa. [...] “Papà cosa succede? E’ successo qualcosa a Billy?”
Chiesi realmente preoccupata.
All’inizio Charlie non rispose poi emise un verso che non capii bene.
“Bells, non si tratta di Billy. Si tratta di Jacob”
Al suono di quelle parole molte ferite si riaprirono dentro di me. [...] Non udendo risposta Charlie continuò la frase, con un filo di voce.
“Jacob è…Jacob è scappato da La Push. Non si sa per dove, non si sa dove sia o come stia. L’ultima a vederlo è stata Leah. Billy dice che, dopo aver ricevuto il tuo invito delle nozze, è uscito di casa e non è mai più tornato”.
Pronunciava quelle parole lentamente, quasi le stesse contando con il conta gocce. Ogni sillaba che usciva dalla sua bocca era come una frustata per me che, basita, cercai di capire quali emozioni mi avessero travolta improvvisamente, come un uragano.
“Ma c-com-me è pos-s-ibile…i suoi amici dovrebbero conoscere i suoi pens” [...] Come era possibile? Avevo detto esplicitamente di non volergli mandare l’invito per non farlo soffrire ulteriormente, e così avevo fatto.
Proprio quando pensai ad Edward eccolo suonare alla porta.Andai ad aprire pallida come un cadavere, forse è così che sarei stata nel mio futuro ormai prossimo.
Edward apparve davanti alla porta ma, al posto del suo solito sorriso sghembo, aveva lo sguardo pietrificato. Ovvio, avrà letto nei pensieri di Charlie.
Non appena varcò la soglia mi strinse tra le sue braccia cullandomi.
“Va tutto bene?”.
Mi sussurrò all’orecchio.
Non risposi, lo guardavo con sguardo accusatorio e se ne accorse subito.
“Bella, vita mia..” prese a parlare
“so che in questo momento mi vorresti odiare ma l’ho fatto per lui. Al suo posto avrei preferito avere davanti a me la scelta, andare o non andare al matrimonio. E non che questa mi fosse preclusa”.
Enunciò le sue ragioni con una voce soave, quasi mielata che le faceva apparire così ovvie.
Per la prima volta non badai al suo discorso. Il mio cervello si era come scollegato e non voleva pensare ad altro che alla fuga di Jake.
“Devo assolutamente andare a La Push e parlare con gli altri”.
Dissi ad alta voce mentre avevo già preso le chiavi del pick-up e mi stavo dirigendo in macchina.
Una mano dura e della temperatura del ghiaccio mi bloccò.
“Ti accompagno io.”
Disse Edward quasi fosse un ordine.
“No, la questione questa volta non ti riguarda, vai a casa. Non morirò stanotte”.
Così dicendo, ferma e decisa, accesi il pick-up che emise un rombo tuonante. Dopodichè partii in direzione di La Push, andando tanto veloce quanto il mio furgoncino poteva permettermelo.


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